Le stelle del cinema americano risultano essere affascinate dai prodotti gastronomici italiani, considerati sinonimo di buon gusto.
Questa la tendenza che emerge da un'analisi di oltre 200 testate internazionali e di un migliaio di siti web, svolta in occasione della 16esima edizione di "Cibus 2012", il salone internazionale dell'alimentazione che si e’ tenuto a Parma dal 7 al 10 maggio. Il parmigiano reggiano e la mozzarella di bufala sono il Re e la Regina dei cibi tradizionali del made in Italy alimentare più amati.
Ma sul podio salgono anche il prosciutto crudo, i salumi e l'olio extravergine d'oliva. Non più, dunque, solo pizza e spaghetti a contrassegnare la tavola tricolore. Le pietanze che incontrano sempre più il gusto della nuova clientela hollywoodiana si rifanno comunque alla più sperimentata tradizione: spaghetti, penne al pomodoro e basilico, risotto in tutti i modi, zuppe di verdure, pollo con i peperoni, ravioli ripieni con scampi, ovoline di mozzarella e pomodori secchi.
Ma i divi non si contentano solo di importare e di gustare i nostri prodotti, ma puntano a trasformarli in un autentico business.
Tra le star americane che più puntano sui prodotti italiani si trova Sting, che ha deciso di acquistare e gestire un agriturismo in Toscana, in un appezzamento di terreno da 300 ettari alle porte di Figline Valdarno vicino a Firenze, nel quale si producono olio, miele e marmellata. Robert De Niro e Ridley Scott hanno invece preferito aprire una catena di ristoranti italiani. L'esempio è stato seguito anche da Sylvester Stallone e da Francis Ford Coppola. Lady Gaga ha inaugurato di recente una trattoria a New York sulla Columbus Avenue nell'Upper West Side: da Joanne si possono gustare i piatti più tipici della cucina toscana. Mentre Danny De Vito produce un liquore ricavato dai limoni di Sorrento.
La regione sulla quale le star americane, e non solo, puntano di più è la Toscana, che raccoglie ben il 31% delle scelte di investimento per agriturismi, tenute, caseifici. Seguono nell'ordine il Veneto con il 23%, il Piemonte con il 19%, l'Emilia-Romagna con il 16%, la Campania con l'115 e la Sicilia con il 9% degli investimenti totali.