Benedetto XVI ha dedicato in modo esplicito al tema dei "social network" l’annuale messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che la Chiesa celebrera’ il prossimo 12 maggio.
"Vorrei soffermarmi - scrive il Papa - a considerare lo sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova agorà, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità. Questi spazi, quando sono valorizzati bene e con equilibrio, contribuiscono a favorire forme di dialogo e di dibattito che, se realizzate con rispetto, attenzione per la privacy, responsabilità e dedizione alla verità, possono rafforzare i legami di unità tra le persone e promuovere efficacemente l'armonia della famiglia umana".
Il Papa nel suo messaggio associa gli strumenti moderni di comunicazione all'evangelizzazione: "I credenti avvertono sempre più che se la Buona Notizia non è fatta conoscere anche nell'ambiente digitale, potrebbe essere assente nell'esperienza di molti per i quali questo spazio esistenziale è importante. L'ambiente digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani".
"Lo scambio di informazioni può diventare vera comunicazione - precisa Sua Santita’ - i collegamenti possono maturare in amicizia, le connessioni agevolare la comunione. Se i network sono chiamati a mettere in atto questa grande potenzialità, le persone che vi partecipano devono sforzarsi di essere autentiche, perché in questi spazi non si condividono solamente idee e informazioni, ma in ultima istanza si comunica se stessi. Le reti sociali sono dunque alimentate da aspirazioni radicate nel cuore delluomo".
Benedetto XVI non tralascia di parlare anche dei rischi dei social network: “Spesso come avviene anche per altri mezzi di comunicazione sociale, il significato e l'efficacia delle differenti forme di espressione sembrano determinati più dalla loro popolarità che dalla loro intrinseca importanza e validità. La popolarità è poi frequentemente connessa alla celebrità o a strategie persuasive piuttosto che alla logica dell'argomentazione. A volte, la voce discreta della ragione può essere sovrastata dal rumore delle eccessive informazioni, e non riesce a destare l'attenzione, che invece viene riservata a quanti si esprimono in maniera più suadente. Ma è naturale che chi ha la fede desideri, con rispetto e sensibilità, condividerla con coloro che incontra nell'ambiente digitale dove è facile che si levino voci dai toni troppo accesi e conflittuali, e dove a volte il sensazionalismo rischia di prevalere, siamo chiamati a un attento discernimento".
Monsignor Celli, presentando il messaggio di Benedetto XVI, ha riportato che da una rilevazione condotta dalla Georgetown University di Washington nel 2012 per la Conferenza episcopale Usa, si e’ evidenziato che il 53% degli intervistati dichiara l’assenza della Chiesa cattolica online.
Monsignor Celli aggiunge "Ci sono state anche critiche, che hanno persino voluto ridicolizzare la presenza del Papa su Twitter. Io dico che rimane fondamentale il fatto che il Pontefice abbia accettato di essere presente. È un fatto tremendamente positivo".
Il Vaticano ha lanciato anche una "app" per iPhone e iPad, si chiama "The Pope" ed è gratuita. Permettera’ di seguire in diretta i discorsi e le omelie del Papa, di vedere in tempo reale cosa accade in Vaticano grazie ad una serie di webcam, di ricevere le notifiche delle attività del Papa, ascoltare la Radio Vaticana e navigare nel portale news.va.
“Assolutamente escluso, ha aggiunto Monsignor Celli, che il Pontefice apra un account su Facebook”.
Luciana Vecchiato