Across the Wire:
Draghi: "Acquisto bond illimitato" - Bce, sì al piano antispread

Draghi aveva più volte ribadito che “l’euro e’ irreversibile” e ... "...faremo tutto il necessario per l’euro”.

Finalmente un "primo" passo importante e’ stato fatto in tal senso: Mario Draghi ha ottenuto dal consiglio della Bce (ricordiamo che Bce vuol significare Banca Centrale Europea cioe’ a dire la Banca dell’Unione Europea, la banca di tutti i Paesi che fanno parte di Eurolandia e quindi anche nostra) il via libera “quasi” unanime (non è difficile ipotizzare chi sia stato a dare parere negativo)  allo scudo anti-spread:  l'Eurotower comprerà, senza fissare un limite, i titoli di Stato dei Paesi che richiedono l'assistenza finanziaria dell'Europa, mettendo finalmente in gioco le sue imponenti risorse finanziarie. Ma le condizioni da accettare in cambio dell’aiuto saranno rigorose: in assenza delle riforme concordate e del consolidamento fiscale la Bce potra’ decidere  di interrompere gli aiuti.  Questa posizione decisa assunta da Draghi diventa la famosa “pietra angolare”  nella costruzione dell’Europa, se si intende procedere unendo la solidarietà alla pretesa di riforme effettive da parte degli Stati che beneficeranno degli aiuti.

Il presidente della Bce ribadisce che  "Il disegno istituzionale originale dell'eurozona è rimasto al di sotto delle nostre aspettative. Abbiamo una politica monetaria, ma le politiche finanziarie ed economiche sono ancora poco coordinate, disegnare una nuova architettura è l'unica via d'uscita".

Dal canto suo la cancelliera tedesca Angela Merkel afferma che: "la Bce agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato".    Il presidente Ue, José Barroso, ha  spiegato che la Bce  "dovrebbe agire in piena indipendenza così come sta agendo, tutto ciò è essenziale per la credibilità della banca centrale". Sulla stessa linea anche il presidente francese Francois Hollande che, dopo l'incontro a Londra con il premier David Cameron, ha confermato che la Bce ha agito "conformemente al suo mandato".

E  il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha invece reiterato il suo "atteggiamento critico nei confronti dell’acquisto di titoli" con  un comunicato ufficiale della banca centrale tedesca  limitandosi a definire "cruciale" il rispetto delle condizioni.

Il premier Mario Monti definisce il piano Draghi "un passo avanti importante verso una governance europea più soddisfacente”, ribadendo che sul terreno degli spread “l’Italia sta pagando un costo assolutamente ingiustificato”.

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva gia’ detto di aspettarsi "buone cose" dal numero uno (italiano) della Bce.  

Lo stesso Draghi di fronte alle polemiche dei Tedeschi di un euro che potrebbe diventare come la vecchia lira italiana, ha ribattuto: "Non vedo questa caricatura di un Europa meridionale o italiana".

Per i mercati sembra che questa decisione sia finalmente un respiro di sollievo: gli spread scendono decisamente (il Btp italiano scende sotto 380), le borse mondiali corrono con Milano a 4,3% mentre l'euro resta sopra 1,26.   Con il meccanismo “Outright Monetary Transactions”  la Bce comprerà bond governativi a breve, in particolare con  uno e due anni di scadenza.

Mario Draghi ha spiegato, dopo il Consiglio a cui hanno partecipato anche il Commissario Ue Olli Rehn e il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker,  "Non ci saranno  limiti quantitativi ex ante" per fornire "una misura di sicurezza in grado di prevenire scenari potenzialmente distruttivi".  Gli acquisti dei bond, che "questa volta funzioneranno" dopo i due round precedenti del 2010 e 2011, servono a spegnere "i timori infondati degli investitori sulla reversibilità dell'euro".  “Si tratta di difendere - spiega sempre Draghi - l'integrità dell'euro”,  unico ragionamento  che permette cosi' alla Bce di far rientrare  l'operazione nel suo mandato. Una scelta comunque senza precedenti che Draghi ha difeso citando l'articolo 18 dello statuto della banca centrale.

Per Vostra conoscenza l'articolo 18 della BCE e' il   seguente:
Operazioni di credito e di mercato aperto
18.1. Al fine di perseguire gli obiettivi del SEBC e di assolvere i propri compiti, la BCE e le banche centrali nazionali hanno la facoltà di:
— operare sui mercati finanziari comprando e vendendo a titolo definitivo (a pronti e a termine), ovvero con operazioni di pronti contro termine, prestando o ricevendo in prestito crediti e strumenti negoziabili, in valute sia comunitarie che di altri paesi,
nonché metalli preziosi;
— effettuare operazioni di credito con istituti creditizi ed altri operatori di mercato, erogando i prestiti sulla base di adeguate garanzie.
18.2. La BCE stabilisce principi generali per le operazioni di credito e di mercato aperto effettuate da essa stessa o dalle banche centrali nazionali, compresi quelli per la comunicazione delle condizioni alle quali esse sono disponibili a partecipare a tali operazioni.                                                    






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